Passa ai contenuti principali

Occupiamo la città con parole e musica | Inviaci la tua pillola di poesia e partecipa al reading



In occasione della V edizione del Festival internazionale PALABRA EN EL MUNDO (19 -24 maggio 2011) stiamo organizzando diversi eventi nella città di Trieste.


A----Poesia sull'autobus - nei giorni della manifestazione verranno appese sugli autobus della rete cittadina poesie da portarsi con sé, e poi, lunedì 23 maggio alle 18.30 gli autobus verranno invasi da poeti e musicisti che accompagneranno le parole.
1- Se vuoi mandare qualche poesia (A5, doppio spazio, carattere 12), tua o di altri, in italiano, dialetto o altre lingue, mandaci il materiale a m.sanchezpuyade@gmail.com entro il 1 maggio 2011.

     2- Se vuoi partecipare all'invasione dei mezzi pubblici, come poeta o come musicista, dai la tua adesione entro il 1 maggio 2011. Puoi anche arrivare direttamente ma se ci avverti ci aiuti a fare una mappatura dei percorsi che faremo.


B----Pillole di poesia in radio - diverse radio della regione (Radio Fragola e Radio Onde Furlane) aderiscono al festival e trasmetteranno minispot di poesia durante la normale programmazione radiofonica. Anche in questo caso le poesie possono essere tue o di altri, in italiano, dialetto o qualsiasi altra lingua. Se vuoi partecipare, manda la tua/e registrazione/i di un minuto circa in formato MP3 con la dicitura “Parola nel Mondo”, nome, cognome e mail entro il 1 maggio a:

ermacora@radiofragola.com (per Trieste)
      comunicazion@ondefurlane.eu (Udine e dintorni)

Vieni con noi. In tanti possiamo far sentire un'altra voce!

Commenti

Post popolari in questo blog

Scale I- datemi una scala e scavalcherò i colli

Non si pol, dicono i triestini. È il nostrano luogo comune e ne siamo consapevoli. Non si pol fare questo, non si pol fare questo altro, non si pol. A volte è scoraggiante, altre invece suona a tromba, a richiamo: una vera sfida. Oggi ho sentito la tromba e mi sono detta: non si pol nemmeno rimanere a livello del mare, sempre a prendere il sole. Bisognerà pur fare la faticaccia, salire e una volta sù, bisognerà quindi scendere. Scendere e salire alla fine sono quasi un unico movimento. Passiamo la vita a salire e scendere scale, strade, piccoli gradini; a casa io devo farne ventuno in sù ventuno in giù, ogni giorno, almeno per portare fuori la spazzatura. (Il bello è che a volte, come in montagna, a volte è più gradevole e meno faticoso salire un'erta piuttosto che scenderla. Un esempio a Trieste è la strada dei pescatori che Sissi -dicono- amasse fare.) E quindi, siccome non si può rimanere sempre al mare la stramaggioranza dei triestini si sposterà in macchina, prende...

I sotterranei dei gesuiti / Santa Maria Maggiore

Per visitare i principali sotterranei di Trieste non basta con recarsi nel posto e pagare il biglietto di ingresso. Forse per mancanza di personale, di visitatori o di soldi, oppure per rendere il tutto più misterioso, ci vuole qualcosa in più: una telefonata alla persona giusta chi vi chiederà il vostro nome come se fosse la parola d'ordine che fa spalancare le porte non del Paradiso ma sì di quel mondo sottoterra. Così succede in parte con la Klein Berlin , così anche per i sotterranei sotto Santa Maria Maggiore, la chiesa barocca di Trieste che si trova vicino al Teatro Romano, sopra la Scalinata delle Medaglie d'Oro aperta nel XX secolo. Per visitare i sotterranei di questa chiesa prima bisogna telefonare, parlare col parrocco o con qualche suo accolito, i quali a sua volta vi passeranno il cellulare di uno degli speleologi che hanno reso possibile tutto questo. Nel mio caso, ho parlato con l'appassionato speleologo ultra ottantenne Armando Halupca, autore di diversi ...

Scalle II- Con le gambe a pezzi

Oggi ho capito: primo, che devo farmi vedere subito il ginocchio; secondo: che a Trieste ce ne sono una marea di scale trovatelle, cioè, scale abbandonate per strada senza neanche un nome; terzo, che quelli che mettono i toponomi, a Trieste, spesso non sanno differenziare tra una strada e una scala, anche nei casi in cui non c'è nemmeno un pianerottolo che giustifichi la confusione. Non sanno differenziare o più verosimilmente non hanno voglia di lavorare. Ha questo punto, mi sono detta, meglio sarebbe usare un neologismo, tipo: scalavia, stradascala, scalatraba, così, per non dover pagare due targhette e capire subito che quel posto è mesticcio. I veneziani torcerebbero il naso e scartarebbero subito scalatraba con la scusa che Calatraba gli ha fatto un ponte senza gradini, che quindi meglio dimenticarlo, il che forse è vero... Comunque oggi pensavo alle scalastrade e poi alla differenza tra una scalinata e una scala. Nel post Scala I suggerivo la pos...