Passa ai contenuti principali

Post

7 ottobre 2024. Un anno dopo

#penelope è un appello alla pace per un immediato “cessate il fuoco”, è un gomitolo rosso nel cannone di Israele, degli Stati Uniti e di tutti gli Stati e le persone che lo sostengono. Io, - ripudio gli omicidi, gli stupri, le violenze del 7 ottobre compiuti dal gruppo Hamas. - Ripudio oggi e sempre la giustificazione del male e la sua banalità. - Ripudio l'immediata negazione da parte del governo israeliano, a partire dal bombardamento aperto il giorno dopo, del necessario lutto per i morti del 7 ottobre, - ripudio l'immediato scatenamento del più grande genocidio del XXI secolo che ha portato alla morte di almeno 40.000 palestinesi (70% bambini e donne). - Ripudio il governo israeliano che trasforma il suo stesso popolo in carnefice, - Ripudio la spirale di vendetta e violenza generata da Israele, - Ripudio l'attacco agli ospedali, alle scuole, alle università, alle biblioteche, ai posti di lavoro palestinesi e la negazione degli aiuti umanitari da parte di Israele. - Co...
Post recenti

RITORNO NEL 2001- Agenzia delle Entrate- Trieste17/06/20, Buenos Aires- Ambasciata della Spagna 09/01

Lascio Tiziano nel Centro Estivo e parto in bici per l'Agenzia delle Entrate. Ho 5 ore per fare la commissione. Dimentico a casa la mascherina ma vado avanti e mi dico, da qualche parte troverò un negozio di cinesi che mi vendano un fazzoletto. Supero la stazione e quando sono quasi a Roiano mi accorgo che ho lasciato indietro i negozi dei cinesi. Tocca comprare una mascherina nella farmacia. E' lavabile, dice il farmacista e mi chiede 5 euri. Nella Agenzia delle Entrate trovo una coda di 80 persone, forse di più.  Chiedo informazione sulla modalità d'ingresso al signore che ogni tanto si affaccia alla porta. Un suo compagno sta ripartendo i biglietti numerati. Lo trovo a metà fila. L'impiegato chiede il motivo della visita e se rientra nei motivi plausibili da un biglietto. Ho il numero 61. L'uomo estende il braccio come a dire, si accomodi. Dalla fila vedo della gente che si accalca sull'ingresso, dove adesso l'uomo che forniva i biglietti e che dice di es...

questo virus

Questo virus è fatto di parole:  verità e menzogne.  Questo virus è quello che stato detto e scritto dalla stampa, dalla tivù, dai social.  Una volta questo virus era trasparente uovo di pesce, ma dopo qualche giorno, qualche mese, ha preso colore. Nessuno l'ha mai visto a occhio nudo ma tutti lo trovano dappertutto.  Questo virus è fatto di morti, di meteopatici, di numeri, statistiche, di polizia, controlli,  solitudine,  di letture, farmaci, mascherine, mancanza d’aria, finestre, vicini e lontani parenti. Questo virus n on è di velina. Non è una bellina. Questo virus è fatto di stampa e bozzoli di seta arrivati dalla Cina. io, Eleonora Bevilacqua

L'altra vita

Che corrente sotto sotto ti spinse a tralasciarti, chi credevi, che altra vita credevi ti aspettava dopo? Piano piano facevi le valigie senza dire niente a nessuno. Avevi fatto così con la mamma le avevi nascosto la sua paura perfino nel momento di metterle la parrucca. Dicesti sarebbe stato per un breve tempo e le chiedesti di guardarsi nello specchio. Avevi fatto così con la mamma e così facesti anche con la tua malattia. Era una piccola bugia oppure una forma silenziosa e smisurata dell'amore e della cortesia. Credevi in un'altra vita e io che non ci ho mai creduto sotto sotto nei miei abissi ho sentito un sussulto. A quella tua fede io riservo la più intima paura, Un sorriso.  La mia piccola fede invece è tutta in questa vita. La mia piccola fede è un battito in grembo, una manciata di terra, un pianto, una pausa  nella parola detta. Mi dispiace se non riesco ancora a capire ciò che hai fatt...

il rospo

È ampio e umido il bagno. In questo bagno si può piangere tranquilla, mancherebbe solo il caminetto la copertina che da piccola mi portavo dietro e un libro al posto della Bibbia per recitare allo specchio la mesa come una sacerdotessa, a me stessa. È lì, nell'angolo verde delle piastrelle dove a volte mi ritrovo col rospo di spalle. Forse è sempre lo stesso, per questo è così vecchio sempre. Non mi guarda magari è offeso perché nemmeno è esso e pure è un rospo. Succede come da piccola solo che ormai so cosa succede. Ho ancora paura di diventare cieca se per caso quando lo guardo lui si vendica e mi piscia. D'estate veniva sempre a trovarci. Portava con sè le belladinotte e qualche vipera dalla sierra . Io aprivo la porta e lui di un salto superava l'uscio e andava a nascondersi in un angolo impaurito. Non l'ho mai visto fumare. Ricordo che qualcuno aveva avuto il cor...

Natale

Rimango in attesa, appessa al girare della pioggia sulle ruote e sul vetro della macchina. Guarda i fiocchi, amore, Guarda i fiocchi sul tergicristallo. Improvvisamente siamo piombati nel freddo. è diventato tutto giallo. Fra poco il bosco sarà nero e solo lo vedremo da qua dentro. Tristi graffi di bellezza Tristi tratti di carboncino sul silenzio attacaticcio della neve. E pure sto quasi sorridente in mezzo a questa bianca bufera. Arriva Natale dici e alcuni scelgono di suicidarsi. La scelta no ti fa male. Male fa la condanna, quello che non riesci a guarire. Penso a quelli che credono in un Dio e a quelli che si buttano nel vuoto. Dove sono io, mi chiedo, e vedo l'immagine di un cavallo bianco sul verde del Carso. Domani sarà limpido. Ci saranno le montagne  dietro il mare bianche. Domani se n'andrà l'autunno e mangeremo per strada il dolce legno delle castagne.   io, Eleonora Bevilacqua